{"id":53,"date":"2012-10-09T23:24:32","date_gmt":"2012-10-09T21:24:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/?p=53"},"modified":"2013-03-25T15:51:39","modified_gmt":"2013-03-25T14:51:39","slug":"relazione-della-dott-ssa-lina-rigido","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/?p=53","title":{"rendered":"Relazione della Dott.ssa Lina Rigido"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">scarica la <strong><a href=\"http:\/\/www.nuovocielo.it\/doc\/Relazione dottssa Rigido.pdf\" target=\"_blank\">relazione della Dott.ssa Lina Rigido in PDF<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>Introduzione delle famiglie affidatarie a quelle tematiche socio-psico-pedagogiche indispensabili per la comprensione della realt\u00e0 dei nostri piccoli ospiti<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>Finalmente il tuo pianto sconsolato si \u00e8 spento, come il mio sigaro.<br \/>\nOra la mia mano grande<br \/>\n\u00e8 tra le onde dei tuoi capelli<br \/>\nneri come il mare di notte.<br \/>\nMi hai parlato con lacrime salate<br \/>\nTi ho risposto con carezze calde.<br \/>\nEd ora piango mentre tu dormi<br \/>\nForse per non farmi vedere da te<br \/>\nforse per paralare la tua stessa lingua.<br \/>\nE ti amo.<\/em><\/span><br \/>\n(Poesia di un pap\u00e0 adottivo)<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>I disagi psico-emotivi e le reazioni all\u2019interno di una relazione nuova.<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riconoscere i disagi psico-emotivi e le condizioni di salute psico-fisica dei bambini sono fattori determinanti e condizione <em>sine qua non<\/em> per avvicinarsi ed entrare in relazione con loro e con il loro vissuto interno. Infatti, uno dei fattori sicuramente pi\u00f9 funzionali all\u2019incontro e all\u2019accoglienza dei minori \u00e8 la consapevolezza da parte degli aspiranti genitori affidatari, delle caratteristiche dei bambini a seconda delle aree geografiche di provenienza, intese non nel senso delle caratteristiche etniche, ma di quelle pi\u00f9 strettamente legate alle stimolazioni affettive e relazionali che i bambini vivono quotidianamente all\u2019interno dei contesti di accudimento da cui provengono (famiglie, case famiglie, istituti). I bambini si portano dentro le proprie memorie, che li differenziano in maniera sostanziale: lo vediamo nei disegni, nell\u2019alimentazione, nelle abitudini della relazione con lo spazio che hanno acquisito.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tenere conto del punto di vista dei bambini non significa trascurare quello dei neo-genitori affidatari, <em>insieme<\/em> devono raggiungere lo stesso obiettivo: <em>essere felici e stare bene<\/em>, per il tempo che devono trascorrere insieme.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\"><!--more-->Le diverse modalit\u00e0 di accudimento dei bambini, a seconda dell\u2019area geografica di provenienza comportano delle differenze, delle potenzialit\u00e0, delle difficolt\u00e0, delle carenze che li contraddistinguono nell\u2019incontro con le nuove famiglie (soprattutto per quelli che ne fanno esperienza in et\u00e0 pre-scolare o scolare) all\u2019interno delle quali si ritrovano, a loro volta, con esperienze, abitudini e modalit\u00e0 relazionali tra i vari membri, gi\u00e0 strutturate. Pensiamo alle differenze tra una coppia di coniugi che da anni \u00e8 organizzata con regole e spazi propri, dove si pu\u00f2 individuare uno spazio fisico-strutturale, ma manca uno spazio interno in cui accogliere il nuovo piccolo membro, oppure le famiglie dove gi\u00e0 ci sono dei figli naturali. In queste ultime, al cui interno magari ci sono gi\u00e0 altri figli, naturali o addirittura adottivi, la costellazione emotiva e relazionale con le relative difficolt\u00e0, diventa certamente pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sicuramente l\u2019et\u00e0 del bambino e quella in cui avviene il processo e l\u2019esperienza di affido temporaneo influisce notevolmente sulle basi di relazione e rapporto con la nuova famiglia, perch\u00e9 il minore avr\u00e0 a sua volta dovuto costruirsi e sviluppare una propria base affettiva e un senso di sicurezza.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">A ci\u00f2 si aggiungono le cure o incurie esperite nella permanenza nei nuclei originari o nelle diverse situazioni di accoglienza.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\">I bimbi dell\u2019area dell\u2019Europa dell\u2019Est ad esempio provengono da contesti di istituzionalizzazione in cui le figure deputate all\u2019accudimento si alternano nella gestione senza stabilire rapporti preferenziali con i bambini. L\u2019alternarsi degli operatori fa s\u00ec che i bambini, soprattutto quelli molto piccoli, non possano sperimentare la continuit\u00e0 delle cure e la stabilit\u00e0 di una figura di riferimento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le diverse esperienze relazionali hanno un\u2019influenza non solo sul loro sviluppo, partendo in primis da quello fisico, ma influiscono notevolmente sulla costruzione della consapevolezza di s\u00e9 come <em>soggetti portatori di diritti<\/em> (fosse anche solo quello di essere amati).<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sono bambini dall\u2019atteggiamento o eccessivamente rassegnato, che accettano il susseguirsi degli eventi senza troppe proteste, d\u2019altronde i ritmi di una gestione \u201cneutra\u201d impedisce l\u2019instaurarsi di tutti quegli aspetti della relazione pi\u00f9 profonde che riguardano l\u2019accogliere il disagio e la paura, il rassicurare.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sono bambini ai quali manca talvolta l\u2019esperienza stessa di una figura stabile che in maniera stabile si dedichi a loro nel momento del nutrimento, la quale spesso si limita a un semplice accudimento materiale da espletare in fretta perch\u00e9 ci sono altri bimbi che aspettano.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sono bambini ai quali la figura di riferimento (spesso solo uno dei genitori e di solito la madre) pur presente fisicamente, non pu\u00f2 fornire quell\u2019accudimento in maniera corretta perch\u00e9 porta o presenta aspetti problematici (disturbi della personalit\u00e0, condizioni socio-economiche precarie, ecc.).<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sono bambini che hanno imparato fin da piccoli a mettere in atto meccanismi di auto-rassicurazione e autodifesa, che sul piano comportamentale si manifestano con modalit\u00e0 relazionali disturbati e interferenti con lo sviluppo di una buona competenza relazionale. Sul piano del contatto fisico, questi bambini potranno avere bisogno di tempo prima di lasciarsi andare a una vicinanza intima, non essendo stati abituati a baci, carezze, contatto e relazioni, ma anche ad aspetti di soddisfazione di bisogni secondari (giochi, socializzazione con altri bambini, gratificazioni e ricompense).<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>L\u2019Altro significativo e non sostitutivo<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le famiglie che accolgono in affido temporaneo i bambini, devono innanzitutto saper contenere \u201c<em>il desiderio di legittimazione immediata\u201d<\/em>, ossia il bisogno per compensazione di sostituirsi alle figure di riferimento, naturale o istituzionale, riempiendo o colmando i vari vuoti e identificandosi come l\u2019Altro alternativo, sostitutivo in assoluto. La difficolt\u00e0 maggiore ed il conseguente vissuto emotivo che le coppie genitoriali affidatarie si trovano ad esperire \u00e8, infatti, il bisogno di riconoscimento e di ruolo, a causa di un vissuto di vuoto interno derivato dalla difficolt\u00e0 di potersi identificare come coppia genitoriale biologica, naturale, di un bambino nato all\u2019interno del rapporto di coppia. Questi bambini hanno veramente dei vissuti abbandonici, perch\u00e9 raramente hanno potuto sperimentare un attaccamento e soprattutto ci\u00f2 che Bowlby definisce un \u201c<em>attaccamento sicuro\u201d, <\/em>sano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Da un punto di vista evolutivo, si possono allora osservare bambini in ritardo nello sviluppo fisico (anche motorio perch\u00e9 vivendo per ragioni climatiche in ambienti chiusi vedono poco la luce, stanno poco all\u2019aperto, con un possibile conseguente ritardo psicomotorio), ma anche psico-cognitivo ed emotivo. I bambini, inoltre, che subiscono istituzionalizzazioni molto lunghe, spesso sono divisi per fasce di et\u00e0 negli istituti (0-3; 3-6; 6-9), e quindi possono aver cambiato pi\u00f9 istituti e avere sperimentato vari legami di amicizia interrotti o addirittura, avere vissuto l\u2019esperienza di separazione dagli altri fratelli naturali, in caso ci sia stata una eventuale adozione. Altro aspetto che pu\u00f2 destabilizzare inizialmente le coppie che decidono di sperimentare una situazione di affido, accoglienza o adozione, sono i segni fisici (conseguenza spesso di incurie, violenze e abusi) ma anche malattie vere e proprie. Ma l\u2019opportunit\u00e0 di sperimentare, grazie all\u2019incontro e al momento dell\u2019affido, calore e cure nuove all\u2019interno di un nuovo nucleo, consente a questi bambini di costruire quell\u2019attaccamento sicuro di cui parla Bowlby, e che gran peso avr\u00e0 poi nella costruzione dei loro legami futuri. Certamente i bambini impiegheranno un po\u2019 di tempo, diverso da bambino a bambino perch\u00e9 diverse sono le esperienze personali e di appartenenza, a lasciarsi andare alla nuova relazione, nel timore che questa possa sparire di nuovo oppure al contrario introietteranno il fatto che la famiglia affidataria possa essere la nuova famiglia, oppure addirittura mettere in atto, inconsciamente, un meccanismo di scissione, per cui a livello immaginario la famiglia affidataria pu\u00f2 diventare la <em>famiglia immaginaria<\/em>, quella desiderata, quella sognata, assumendo comportamenti diversi (compiacenti, dimostrativi, seduttivi o al contrario oppositivi, evitanti e a volta addirittura aggressivi) a seconda del momento e dello spazio in cui il bambino si trova.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le coppie, quindi, che decidono di fare esperienza di affido e poi eventualmente di adozione, devono conoscere tutte queste peculiarit\u00e0 e fare una continua e grossa riflessione su tali elementi. Il tempo che i bambini trascorrono all\u2019interno delle famiglie affidatarie, deve essere un <em>tempo reale<\/em>, ossia uno spazio ed un tempo scanditi nel qui ed ora e come tale vanno vissuti. Non si possono guarire certe ferite, ma si possono curare bene, non si possono sostituire figure o bisogni, ma se ne possono proporre altri alternativi e ugualmente significativi. Nell\u2019incontro con i bambini si fondono vissuti molto differenti che negli adulti possono avere radici lontane, in dolori non completamente superati, in aspettative deluse, in porte che non sono state completamente chiuse.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nell\u2019incontro con i bambini si inseriscono, a livello di immaginario personale e di copia, tutta quella gamma di emozioni legati al desiderio di genitorialit\u00e0 e che tanto avvicina l\u2019esperienza di affido a quella di genitorialit\u00e0 adottiva se non addirittura biologica. Immaginando il momento dell\u2019incontro con il bambino, le coppie vivono il bisogno di riconoscere in lui tanto di quello che hanno cullato in fondo al proprio cuore, oltre ovviamente al bisogno di essere riconosciuti, che sottende il dubbio amletico:\u201dE se poi non gli piaccio e non mi vuole?\u201d Sono pensieri insidiosi, se gli si da troppo peso, anche perch\u00e9 le primissime fasi di impatto e di accoglienza si spendono su un di un puro piano visivo che si accompagna spesso alla sensazione di estraneit\u00e0, come \u00e8 logico d\u2019altronde che sia, nei confronti di individui che non si \u00e8 mai incontrato in precedenza. Sono tutti vissuti, che dovrebbero avere un giusto spazio temporale per potere essere intesi e compresi, per potere essere giustamente e correttamente elaborati, allo scopo di creare veramente quell\u2019apertura necessaria anche a livello emotivo, per affrontare l\u2019esperienza di affido in modo adeguato e funzionale, e vivere il momento ed il periodo dell\u2019incontro fornito da questa occasione come uno spazio dove prevalgono le capacit\u00e0 di ascolto, accoglienza e contenimento dei vissuti dei <em>piccoli ospiti bambini<\/em>. <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u00c8<\/span> necessario saper allargare il proprio sguardo, andare oltre la superficie, non lasciandosi spaventare dagli \u201c<em>involucri<\/em>\u201d di questi piccoli bozzoli, fatti di paure, ansie e attese, che hanno il diritto di diventare farfalle. Si tratta, infatti, di involucri fisici ma anche di corazze emotive dietro le quali si nascondono le parti pi\u00f9 fragili. Questi bambini hanno bisogno di incontrare delle figure accudenti, che sappiano da un lato dipanare le proprie paure per farsi carico delle loro e donare nuovamente loro un sorriso con il proprio amore, dall\u2019altro sentire che ci sono delle regole, dei limiti comportamentali (<em>la regola del \u201cnon tutto e subito\u201d, del \u201csi\u2026.ma<\/em>\u201d) che faranno da contenimento e soprattutto daranno ai bambini una visone reale del mondo e delle emozioni intorno a loro, senza creare confusioni e disorganizzazione interna, che paradossalmente genererebbe pi\u00f9 danni che benefici.<\/p>\n<p align=\"CENTER\">\u201c<span style=\"font-family: Calibri,serif;\"><em>Dite: \u00e8 faticoso frequentare bambini.<br \/>\nAvete ragione.<br \/>\nPoi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello,<br \/>\nabbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.<br \/>\nOra avete torto.<br \/>\nNon \u00e8 questo che stanca di pi\u00f9.<br \/>\n\u00c8 piuttosto il fatto<br \/>\ndi essere obbligati ad innalzarsi<br \/>\nfino all\u2019altezza dei loro sentimenti,<br \/>\ntirarsi, allungarsi,<br \/>\nalzarsi sulla punta dei piedi,<br \/>\nper non ferirli.\u201d<\/em><\/span><em><br \/>\n(J. Korzack)<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>Le funzioni emotive della famiglia<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Melttzer e Harris, definiscono e distinguono in positive e negative le funzioni emotive che la famiglia, naturale o adattiva esercita. La gestione delle emozioni che circolano all\u2019interno di un sistema, e la famiglia in quanto tale rappresenta il luogo privilegiato dove farne esperienza, consente una fluidit\u00e0 armonica dei rapporti e la possibilit\u00e0 di creare relazioni stabili e non disturbate, che certamente consentono al piccolo individuo di formare un senso di s\u00e9 coeso e sicuro. Gli autori distinguono tra le funzioni positive:<\/p>\n<ol>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Infondere speranza<\/span>: la speranza intesa come emozione e l\u2019ottimismo inteso come tratto del carattere sembrano dipendere dalla possibilit\u00e0 che le forze costruttive prevalgano su quelle distruttive. In un\u2019atmosfera ricca di speranza sar\u00e0 possibile fare progetti, si svilupperanno energia e spirito di iniziativa e verr\u00e0 stimolato il desiderio di imparare.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Contenere la sofferenza depressiva<\/span>: tale funzione spetta fondamentalmente all\u2019adulto, anche se spesso viene svolta dal bambino, creando cos\u00ec squilibri e disturbi emotivi notevoli. La modulazione della sofferenza, entro limiti tollerabili, \u00e8 condizione indispensabile perch\u00e9 i membri possano apprendere dall\u2019esperienza, per cui se ci\u00f2 non avviene si assister\u00e0 allo sviluppo all\u2019interno della famiglia di forze di frammentazione ed entrer\u00e0 in circolo una depressione di forma persecutoria, accompagnata da irritabilit\u00e0.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Pensare<\/span>: il pensiero \u00e8 creativit\u00e0, ogni bambino ha bisogno di identificarsi con una figura adulta capace di pensare e con cui confrontarsi.<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tra le funzioni emotive negative si individuano le seguenti:<\/p>\n<ol>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Suscitare odio<\/span>: questa funzione comporta un attacco ai legami d\u2019amore all\u2019interno del gruppo, facendo leva sui sentimenti suscitati dalle frustrazioni. Non \u00e8 raro avvertire un sentimento di invidia, di rabbia inespresse a livello verbale, ma percepito a livello di sensazioni da parte di alcune coppi verso le figure di accudimento naturale, o da parte dei bambini per le figure di riferimento sia biologico che adottivo.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Seminare disperazione<\/span>: quando ci si lascia andare al pessimismo si corre il rischio di chiudersi a difesa, di mettere in atto comportamenti troppi rigidi e ossessivi o al contrario eccessivamente permissivi, con la conseguente tentazione di abbandonare il campo.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Trasmettere ansia persecutoria<\/span>: l\u2019ansia genera la sensazione che esistano situazioni catastrofiche, di difficile o impossibile gestione, con la conseguenza di creare un clima di disperazione che paralizzer\u00e0 le capacit\u00e0 di scambio e apprendimento reciproco.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Creare bugie e confusione<\/span>: bugie e confusione creano atmosfera di insicurezza e minano ogni desiderio di imparare e di arricchire.<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">A tutte queste emozioni \u00e8 doveroso aggiungere, quando nel nucleo che accoglie ci sono gi\u00e0 figli biologici e\/o adottivi, la reazione naturale di <em>gelosia<\/em>. Il <span style=\"text-decoration: underline;\">condividere<\/span>, infatti, improvvisamente spazi e attenzioni fino a quel momento propri, <span style=\"text-decoration: underline;\">non \u00e8 cosa facile<\/span>, sia <span style=\"text-decoration: underline;\">per chi deve accogliere<\/span> che <span style=\"text-decoration: underline;\">per chi deve farsi accogliere<\/span>. La gelosia \u00e8 un passaggio fisiologico ma rende a volte pi\u00f9 fragili. Le emozioni sono le pi\u00f9 varie e difficili da gestire. In pi\u00f9 il rischio \u00e8 che si traducano in timori di non riuscire, di non essere in grado di garantire uguale affetto, incertezze su cosa e come fare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Occorre sviluppare una capacit\u00e0 di accogliere e condividere da un lato, dall\u2019altro <em>entrare in un gioco<\/em> gi\u00e0 iniziato di cui non si conoscono n\u00e9 regole n\u00e9 ruoli. Ci\u00f2 diviene possibile solo attraverso una riorganizzazione degli spazi e dei ruoli, che trasmetta ai vari membri la sensazione di un cambiamento e non di una perdita sia dell\u2019affetto dei genitori che dell\u2019importanza dei propri ruoli.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I membri del gruppo, inoltre, devono riuscire a verbalizzare le emozioni che provano e aiutare i pi\u00f9 piccoli ad esprimere paure e ansie, il senso di inadeguatezza, rassicurarli su determinati comportamenti, ma soprattutto farlo rispettando i tempi e le modalit\u00e0, sviluppare ossia una <em>capacit\u00e0 di accogliere<\/em>. <span style=\"text-decoration: underline;\">Per trovarsi basta semplicemente ritrovarsi, <\/span>imparando ad ascoltare, a conoscere aspetti del vissuto proprio e dei piccoli ospiti, a comprendere il bisogno di legame che hanno con le proprie figure di riferimento, qualora presenti, o il bisogno di legame indissolubile che desiderano instaurare ex novo, trovando e mantenendo sempre il giusto equilibrio nel gestire le emozioni, senza creare stigmatizzazioni o assumere atteggiamenti giudicanti, n\u00e9 troppo sbilanciati da una parte o dall\u2019altra, n\u00e9 generando spaccature emotive.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>I disturbi da \u201cassenza di attaccamento\u201d e i comportamenti correlati.<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I disturbi dell\u2019attaccamento non sono sinonimo delle differenze individuali nelle modalit\u00e0 di attaccamento, ma rappresentano un disturbo pi\u00f9 profondo e generalizzato del sentimento di protezione e sicurezza del bambino. I \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">disturbi da assenza di attaccamento o da assenza di una figura di attaccamento discriminata<\/span>\u201d vengono suddivisi in due tipi:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Assenza di attaccamento con ritiro emozionale<\/em>, in cui il bambino \u00e8 emotivamente ritirato e inibito e comportamenti come la ricerca di conforto, la manifestazione degli affetti, la ricerca di aiuto, la cooperazione e l\u2019esplorazione sono fortemente inibiti; questo quadro clinico \u00e8 tipico dei bambini istituzionalizzati e trascurati.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Assenza<\/em> di attaccamento con socievolezza indiscriminata, in cui il bambino cerca conforto e interazione sociale con persone relativamente estranee senza la discriminazione appropriata dal punto di vista evolutivo a bambini tra i 2 e i 4 anni. Questo quadro clinico \u00e8 stato osservato in contesti in cui il bambino aveva sperimentato numerosi affidamenti e si ipotizza che sia una delle conseguenze a lungo termine dell\u2019istituzionalizzazione precoce.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo tipo di disturbi si differenziano dai disturbi dell\u2019attaccamento (disturbo dell\u2019attaccamento con comportamenti che mettono in pericolo il bambino, disturbo dell\u2019attaccamento con esplorazione inibita ed eccessivo aggrapparsi, disturbo dell\u2019attaccamento con vigilanza o compiacenza eccessiva ed infine disturbo dell\u2019attaccamento con inversione di ruolo) perch\u00e9 in questi ultimi il bambino mostra di avere una figura di attaccamento preferenziale, ma la relazione con questa figura \u00e8 gravemente disturbata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A livello generale i bambini adottivi o in affidamento, condividono una \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">base comune<\/span>\u201d che li unisce per aver subito un primo abbandono, <span style=\"text-decoration: underline;\">la rottura della continuit\u00e0 biologica<\/span> (cos\u00ec importante per lo sviluppo), con tutte le possibili implicazioni. A prescindere dalla loro provenienza territoriale, hanno una caratteristica comune: <em>sono bambini con la testa grande e il cuore piccolo<\/em>. Bambini che la vita ha \u201csvezzato\u201d in fretta, all\u2019autonomizzarsi per poter badare a se stessi. Questa sensazione di poter fare da soli \u00e8 anche una protezione, in quanto fa sentire di non dover dipendere nuovamente da figure adulte, la cui presenza costante a livello istintivo non \u00e8 data per scontata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un\u2019altra caratteristica in comune \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline;\">bassa autostima<\/span>, che si manifesta in certi comportamenti che portano i bambini a comportarsi secondo modalit\u00e0 non adeguate all\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>Le difficolt\u00e0 e le risorse dei bambini in affido e\/o adozione.<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non bisogna dimenticare che tutti i bambini, anche quelli pi\u00f9 in difficolt\u00e0, sono sempre portatori di risorse e queste sono potenti e potenziali agganci per aiutarli. Sinteticamente tra <span style=\"text-decoration: underline;\">le principali difficolt\u00e0<\/span> riscontrabili e osservabili nei bambini individuiamo le seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Una distorta immagine di s\u00e9, il senso di colpa e la permalosit\u00e0<\/span>: aver sperimentato la carenza di cure e situazioni di maltrattamento fisico e psichico genera nel bambino una percezione di s\u00e9 come soggetto sbagliato, difettoso, incapace di guadagnarsi l\u2019amore e l\u2019attenzione. Il bambino prova facili sensi di colpa e vulnerabilit\u00e0 alle critiche, incapacit\u00e0 di ammettere gli errori che cerca di nascondere con largo uso di bugie.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Il bisogno di controllare<\/span>: necessit\u00e0 di controllare l\u2019ambiente e le relazioni. Questa esigenza, strettamente connessa alla percezione di essere in pericolo, si manifesta soprattutto con difficolt\u00e0 di attenzione e di concentrazione e con comportamenti oppositivi.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Agitazione motoria e aggressivit\u00e0<\/span>.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Il ritiro depressivo<\/span>: caratterizzata da bassa autostima, specie nei bambini pi\u00f9 grandi e negli adolescenti, da confusione sulla propria identit\u00e0 e sulle possibilit\u00e0 di riuscire in qualcosa, sembra essere associato a situazioni di ritiro impotente (abbandono degli studi, scarsa vita sociale, basso tono dell\u2019umore), a fobie, ansia, ma anche con un atteggiamento aggressivo e deviante.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">La compiacenza e la gratitudine<\/span>: i bambini possono apparire molto adattati e, quindi, suscitare l\u2019approvazione ed il consenso dei familiari o degli adulti in generale (per il timore di essere nuovamente rifiutati) con l\u2019effetto di rinforzare questa strategia.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma i bambini hanno anche delle <span style=\"text-decoration: underline;\">risorse<\/span>. Essere consapevoli delle difficolt\u00e0 che questi bambini, in quanto reduci da esperienze avverse e\/o traumatiche, non deve portare a considerare solo le parti malate o deficitarie, ma soprattutto quelle competenze che aiutano i bambini a recuperare e tirare fuori le parti sane. Tra queste ricordiamo:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">La resilienza<\/span>: potrebbe intendersi come <em>l\u2019air bag<\/em> che si attiva in caso di incidente e ne riduce la portata negativa. Gli air-bag sono sia interni al bambino (caratteristiche personali, autostima) sia nell\u2019ambiente in cui vive.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">La regressione<\/span>: meccanismo positivo che i bambini hanno per compensare trascorsi di carenze e\/o di relazioni dannose e che li porta a tornare indietro, mettendo in atto modalit\u00e0 e pattern relazionali propri di et\u00e0 precedenti, per recuperare il terreno perduto.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Comportamenti che esprimono il bisogno di protezione<\/span>: paure accentuate o incongrue all\u2019et\u00e0, come la richiesta di dormire nel letto con la coppia, eccessivi capricci o il mostrarsi molto \u201cappiccicosi\u201d.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>L\u2019effetto correttivo delle nuove relazioni.<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tra tutte le considerazioni, ci\u00f2 che costituisce una semplice ma fondamentale verit\u00e0 \u00e8 che cos\u00ec come le \u201c<em>cattive<\/em>\u201drelazioni possono indurre conseguenze molto negative nella crescita di una persona, le <em>buone relazioni<\/em> possono produrre compensazioni e recuperi altrettanto significativi. Naturalmente perch\u00e9 esse possano avere un effetto benefico \u00e8 necessario che si stabilisca una sintonia emotiva tra bambino e adulti, si crei un reciproco senso di appartenenza e venga recuperata la continuit\u00e0 della storia del minore aiutandolo a tenere insieme le diverse parti della sua esistenza. Nell\u2019accogliere un bambino in affido, lo sforzo da fare \u00e8 di creare un ponte, continuo, tra presente e passato e futuro, una sorta di arcobaleno, che congiunge e d\u00e0 un senso continuo alle storie che si incontrano, quella della famiglia e quella del bambino. Il presente si deve porre al servizio del passato e del futuro, creando una sinergia tra i diversi tempi. Tutti noi abbiamo bisogno di un puzzle completo della nostra vita tra ieri ed oggi su cui poter improntare il domani.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E le famiglie che accolgono i piccoli ospiti hanno questo compito arduo.<br \/>\n\u201c<em>Sotto il colpo deciso della mazza, il sasso si era diviso in due parti;<br \/>\nognuno schizzando via di lato, giaceva inerte senza memoria del suo passato.<br \/>\nTra loro uno spazio che ci hanno insegnato a chiamare <\/em><em><strong>vuoto<\/strong><\/em><em>.<br \/>\nPoco pi\u00f9 in l\u00e0, i cocci di un vaso antico giacevano inerti, ma una mano attenta li andava ricomponendo, finch\u00e9 il guerriero, la lancia e il cavallo,ricomparvero nella primitiva interezza.<br \/>\nOgnuno dei cocci portava con s\u00e9 un pezzo dell\u2019altro.<br \/>\nLo spazio tra loro, manteneva traccia di una memoria antica avvertita come presenza\u201d.<br \/>\n(Carmine Saccu, 1992)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>scarica la relazione della Dott.ssa Lina Rigido in PDF Introduzione delle famiglie affidatarie a quelle tematiche socio-psico-pedagogiche indispensabili per la comprensione della realt\u00e0 dei nostri piccoli ospiti Finalmente il tuo pianto sconsolato si \u00e8 spento, come il mio sigaro. Ora &hellip; <a href=\"http:\/\/www.nuovocielo.it\/?p=53\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[7],"class_list":["post-53","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","tag-lina-rigido"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62,"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53\/revisions\/62"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.nuovocielo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}